2019

Daloiso, M., Competenza 6: La lingua inglese come strumento professionalizzante in Ianes D, Cramerotti S., Biancato L. e Demo H. (a cura di), Il manuale dell'Expert Teacher, Trento, Edizioni Centro Studi Erickson, pp. 162-177.

Abstract: Sostenere che gli insegnanti devono sapere l'inglese è un'affermazione tanto ovvia quanto semplicistica e generica; è infatti necessaria una riflessione profonda sul profilo professionale del docente nel nostro sistema educativo, e sulla funzione specifica che può avere la conoscenza della lingua inglese non solo come fine, ma soprattutto come strumento per migliorare costantemente la propria professionalità. La linguistica educativa, ossia la disciplina che si occupa delle relazioni tra linguaggio e educazione nella prospettiva sia dell'insegnamento linguistico sia delle politiche educative offre un contributo fondamente a tale riflessione e costituisce lo sfondo teorico entro il quale è stata elaborata la sezione del Syllabus del progetto Expert Teacher relativa alla lingua inglese.


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Celentin P., "Un'esperienza pilota di laboratorio intercomprensivo fra lingue romanze al centro linguistico d'ateneo dell'Università di Verona: relazione e considerazioni", in Assolari S., Burlenghi R., Atti delle III Giornate di Formazione per insegnanti di italiano L2/LS a Cipro, Centro Linguistico Università di Cipro, pp. 5-19 - ISBN 978-9925-553-28-0.

Abstract: Nel saggio viene descritta l’esperienza condotta durante l’a.a. 2017/2018 relativa all’introduzione e avviamento, presso il Centro Linguistico dell’Università di Verona, di un laboratorio di intercomprensione fra le lingue romanze rivolto agli studenti dei corsi di laurea in Lingue e Letterature Straniere e Lettere. Il percorso ha coinvolto Collaboratori e Esperti Linguistici (CEL) delle sezioni di francese, spagnolo e italiano L2 del CLA, che hanno collaborato nell’organizzazione delle sessioni, dando l’opportunità agli studenti di fruire di un insegnamento in più lingue. Da un punto di vista linguistico l’obiettivo è stato quello di raggiungere un livello di competenza B1/B2 in lettura nelle lingue oggetto del percorso, dal punto di vista educativo, si è cercato di offrire agli studenti una prospettiva più ampia sul significato dell’apprendimento linguistico, sul valore delle competenze parziali e sull’importanza del contatto culturale non mediato da una lingua terza.


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 https://l2viakypro.weebly.com/2018.html

Celentin P., Frisan E.H., “Studenti internazionali incoming e conoscenza della lingua italiana: resoconto di un’esperienza di accoglienza e valutazione”, in ItalianoLinguaDue, Università degli studi di Milano, vol. 11 n. 1; pp. 292-318.

Abstract: Presso l’Università di Verona fino all’a.a. 2013/2014 la prova di competenza della lingua italiana per studenti richiedenti visto immatricolandi è sempre stata svolta separatamente da ciascuna delle quattromacro-aree di studio in cui sono organizzati i corsi di laurea dell’Ateneo scaligero, e cioè Scienze giuridiche ed economiche, Scienze della vita e della salute, Scienze ed ingegneria, Scienze umanistiche. Essa consisteva in un colloquio con la stessa commissione deputata alla prova di ammissione. Dall’a.a. 2014/2015 il Centro Linguistico d’Ateneo è stato incaricato di somministrare la prova di competenza linguistica in modalità centralizzata per tutti gli studenti nominando una commissione formata da due CEL di lingua italiana e da due rappresentanti per ciascuna delle macro-aree sopra elencate. D’accordo con la direzione del Centro Linguistico, si è deciso di ottemperare a tale obbligo attraverso il test di piazzamento informatizzato progressivo normalmente utilizzato dal CLA per l’accesso ai corsi di lingua italiana.


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Benavente Ferrera S., Celentin P., “Utilizzo di attività “ponte” online su Moodle in un laboratorio universitario di Intercomprensione fra lingue romanze: dal reale al virtuale e ritorno”, in Annali online della Didattica e della Formazione Docente, Vol. 11, n. 17/2019, pp. 9-29 – ISSN 2038-1034

Abstract: Durante il laboratorio di intercomprensione fra lingue romanze avviato a partire dall’a.a. 2017/2018 presso il Centro Linguistico d’Ateneo dell’Università di Verona è stata utilizzata un’istanza Moodle per integrare la didattica in presenza. Le modalità con cui il lavoro online è stato congiunto al lavoro in presenza ci ha portate a coniare l’espressione “attività ponte”, che verrà illustrata nel corso dell’articolo. A nostro avviso non si è infatti semplicemente trattato di apprendimento misto (blended learning) ma piuttosto di apprendimento integrato (inte-grated learning), data la continua circolarità fra virtuale e reale che ha fatto sfumare i confini tra i due. L’esperienza ci ha condotte ad approfondire l’effettiva alfabetizzazione tecnologica degli studenti universitari e il bisogno di riaffermare, in questo contesto, l’importanza della comunità di apprendimento.


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 http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/2105

Daloiso M., Favaro L., "L'accostamento alla lingua straniera nel nido d'infanzia. Una nuova sfida glottodidattica", Scuola e Lingue Moderne, 1-3.

Abstract: L’accostamento a una lingua straniera nella fascia d’età 0-3 anni rappresenta una sfida glottodidattica sul piano sia linguistico sia metodologico. Raccogliendo queste sfide, il contributo discute le scelte linguistiche
e metodologiche operate nell’ambito di una sperimentazione presso la Provincia autonoma di Trento, condotta sotto la supervisione scientifica degli autori di questo contributo.


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 http://www.anils.it/wp/wp-content/uploads/2020/04/O_RVANILS_01_64_Int_N_1-3_2019_WEB.pdf

Celentin P., Luise M.C., “Tecniche glottodidattiche flessibili per gestire la classe ad abilità differenziate (CAD)”, in AggiornaMenti – Rivista dell’Associazione dei docenti di italiano in Germania, 15, 9, pp. 5-14, ISSN 2199-2711

Abstract: Il saggio approfondisce i principi, le metodologie, le tecniche che permettono di gestire gruppi fortemente differenziati soprattutto sul piano linguistico e comunicativo. Il punto di partenza è la considerazione che ogni classe è in realtà composita, ad "abilità miste", e che, pur nella sua problematicità, la classe ad abilità fortemente differenziate dev'essere letta come una sfida, come un'occasione per un rinnovamento metodologico-didattico. Le trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze, che comunicano contenuti invariati pensati per individui medi, non sono adeguate: l'insegnamento, dunque, va riorganizzato con una logica aperta e flessibile, adattato alla situazione e alle caratteristiche della classe.


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 http://dx.doi.org/10.15160/2038-1034/2105

 

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