2024
Ghirarduzzi, A., Genduso, M., “Un dispositivo didattico accessibile: il ciclo glottodidattico tra teoria e applicazioni”, in Italiano LinguaDue, 16(1), 386-406.
Abstract: Negli ultimi decenni la ricerca glottodidattica ed edulinguistica ha cercato di rendere l’insegnamento delle lingue accessibile a un numero sempre maggiore di apprendenti. Tuttavia, ancora non sono stati sviluppati strumenti condivisi adatti all’insegnamento delle lingue ad apprendenti con Bisogni Linguistici Specifici (BiLS). A questo proposito, il presente contributo vuole proporre un nuovo strumento (“modello operativo” o “dispositivo didattico”) ideato a partire dalle ricerche evidence-based e basato sugli stadi di elaborazione dell’input linguistico, il “Ciclo Glottodidattico” (Daloiso, 2023). Sebbene non sia ancora stato sottoposto a una piena validazione empirica, tale dispositivo può essere un efficace punto di partenza per una didattica delle lingue sempre più inclusiva. Dopo una breve Introduzione (§ 1), si presenteranno, all’interno della cornice della Teoria dell’Accessibilità Glottodidattica (Daloiso, 2012, 2023), il “Ciclo Glottodidattico” e la sua struttura (§ 2); infine verrà proposta un’applicazione pratica del dispositivo in un contesto di didattica dell’italiano L≠1 (§ 3).
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Daloiso M., «Tra di noi non è mai scorso buon sangue» Un’analisi corpus-based delle autobiografie linguistiche di un campione di studenti universitari con DSA”, in EL.LE, 13(1), pp. 73-100.
Abstract: Recent years have seen a growing interest in the study of foreign language teaching and learning in presence of Specific Learning Differences (SpLDs), such as dyslexia. However, current linguistic and ethnographic data are mostly referred to young learners, while there is almost no research on how SpLDs affect language learning in young adults. The present study contributes to fill this gap by analysing the linguistic autobiographies of 122 undergraduate and graduate English language learners with SpLDs at the University of Parma. The collected narratives were then organized in the form of a linguistic corpus and analysed both manually and digitally. Results show that the majority of these learners has developed a negative attitude towards language learning, which partly correlates with a negative relationship with teachers and a family environment characterized by monolingualism and/or unsuccessful experiences of foreign language learning. The study also shows that a wider range of terms and more original expressions are used by informants whose learning experience is negatively connoted.
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Daloiso, M., “Dietro ogni scemo c’é un villaggio”. riflessioni sul concetto di salute mentale in prospettiva transculturale”, in Italiano LinguaDue, 16(1), 554-564.
Abstract: La salute mentale è comunemente ritenuta uno stato psicologico oggettivo e indipendente dal contesto culturale in cui la persona è inserita; conseguentemente, anche il disagio psicologico tende a essere oggettivizzato mediante sistemi di classificazione delle psicopatologie ritenuti universali. In questo contributo si cercherà di evidenziare l’opportunità di concepire invece la salute mentale come esito di un’interazione non efficace tra la persona e il suo ambiente culturale, facendo tesoro degli apporti provenienti dalle recenti discipline mediche di matrice transculturale. Nella discussione si sottolineeranno le implicazioni di questo cambio di paradigma per coloro che si occupano di educazione linguistica inclusiva, in particolare nel caso di apprendenti migranti con disabilità, che sono sempre più presenti nella scuola italiana.
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