La nostra visione

ELICom nasce dalla convinzione che il riconoscimento e la valorizzazione della diversità, in tutte le sue sfaccettature, rappresenti oggi una delle sfide maggiori nel nostro ambiente educativo e sociale. Vi sono forme di diversità che faticano ad essere accettate, ancor prima che valorizzate, perché la loro stessa presenza mette in crisi le nostre prassi educative e sociali. La maggior parte degli apprendenti che presentano queste forme di diversità portano con sé uno svantaggio linguistico, dovuto ad esempio ad un disturbo del linguaggio o dell’apprendimento, ma talvolta anche a causa di un ambiente socio-culturale di deprivazione. In assenza di modelli educativi e sociali realmente inclusivi, questi apprendenti sono a rischio di abbandono scolastico ed emarginazione sociale.

Che cosa ostacola la costruzione di una cultura dell’inclusione educativa e sociale? Nella nostra visione, possiamo individuare perlomeno tre tra i più importanti fattori. Il primo è l’auto-rappresentazione del nostro sistema educativo e sociale, che tende a concepirsi come un sistema uniforme in cui la diversità è un’eccezione; così, ad esempio, noi italiani ci auto-rappresentiamo come popolo monolingue, a dispetto della riconosciuta natura plurilingue del nostro territorio (minoranze storiche e di recente immigrazione, dialetti), e questo conduce spesso ad atteggiamenti di denigrazione della ricchezza dialettale o di sospetto verso le comunità alloglotte di recente immigrazione. Allo stesso modo, nella scuola, tendiamo a concettualizzare la classe come gruppo unitario, basato su modelli prototipici di ‘studente’, ‘classe’, ‘apprendimento’, finendo così per concepire le differenze neuro-evolutive come deviazioni dalla norma che vanno ‘corrette’ per ‘integrare’ l’alunno.

Dall’auto-rappresentazione ‘monolitica’ del nostro sistema educativo e sociale discendono gli altri due fattori, che costituiscono le tematiche di ricerca specifiche di ELICom. Il secondo fattore che ostacola la costruzione di una cultura dell’inclusione è costituito dagli atteggiamenti, e dalle nostre modalità di relazione e di comunicazione con l’altro, che spesso contribuiscono a generare dicotomie (noi/loro), etichettare l’altro in funzione di una sua caratteristica, insistere su qualità negative ecc. Negli studi tradizionali sulla comunicazione si è molto insistito sul ruolo del parlante, le sue intenzioni comunicative, il modo in cui usa i codici verbale e non verbale per raggiungere i suoi obiettivi pragmatici; in una prospettiva inclusiva va però rivalutato il ruolo dell’interlocutore/destinatario, quale portatore di ‘diversità’ che il parlante deve tenere in considerazione durante qualsiasi scambio comunicativo per essere davvero efficace.

Il terzo fattore è di natura prettamente didattica, e riguarda l’assenza di modelli condivisi e sinergici di educazione linguistica inclusiva. Il linguaggio pervade l’apprendimento scolastico, non sono perché dedichiamo molte ore del curricolo allo studio delle lingue (italiano, lingue straniere e classiche, CLIL) ma anche perché qualsiasi apprendimento disciplinare viene veicolato almeno in una lingua. In questo senso, gli apprendenti con svantaggio linguistico, specialmente se dovuto ad un disturbo della comunicazione, del linguaggio o dell’apprendimento, sono a forte rischio di esclusione educativa e sociale, acuito anche da una tensione e frammentazione degli ambienti che dovrebbero invece lavorare sinergicamente verso l’inclusione. Si pensi, ad esempio, agli alunni con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, che sono presi in carico da una varietà di figure professionali diverse – genitori, insegnanti, tutor, clinici, che difficilmente comunicano tra loro o che addirittura svolgono azioni in conflitto fra loro.


ELICom intende raccogliere queste sfide e promuovere modelli di comunicazione ed educazione linguistica inclusiva. Dal punto di vista scientifico, le proposte teoriche ed operative elaborate da ELICom affondano le proprie radici nella tradizione di ricerca della Linguistica Educativa, coniugata con altri paradigmi teorici emergenti ed innovativi, che spaziano dalla Linguistica Cognitiva alla ricerca sull’intelligenza emotiva, dalla Psicologia della Cultura agli studi di comunicazione interculturale di matrice postmodernista. Traendo ispirazione a queste tradizioni di ricerca, ELICom promuove una visione dell’inclusività nella comunicazione e nell’educazione linguistica basata sulle seguenti premesse teoriche: